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Intelligenza di sciame
Che cos’hanno in comune un banco di pesci, uno stormo di uccelli e un polpo? Un banco di pesci può avvolgersi in un vortice, uno stormo di uccelli disegna figure eleganti nel cielo, e quello che prima erano molti, sembra diventare uno.
L’intelligenza di sciame, termine introdotto alla fine degli anni ’80, non è del singolo, ma emerge dall’interazione tra gli individui: in uno stormo nessun uccello dirige il movimento né ha la visione d’insieme: vede solo chi gli sta vicino e segue poche regole — non avvicinarsi troppo per evitare collisioni, non allontanarsi troppo per non perdere il gruppo.
Da queste semplici interazioni locali nasce un comportamento collettivo complesso, fluido e coerente, come se il gruppo fosse un nuovo organismo con una mente propria.
E il polpo?
Per capire perché anche lui — da solo — abbia qualcosa dello stormo di uccelli, serve cambiare prospettiva. Nel polpo gran parte dei suoi neuroni si trova nelle braccia (sì, quelle del polpo si chiamano braccia,e non tentacoli): pensa a ciascun braccio come a un singolo individuo, che – con un certo grado di indipendenza dal cervello centrale – percepisce l’ambiente, esplora, prende decisioni e interagisce con le altre braccia. Da queste interazioni emergono movimenti fluidi e coerenti — come accade in uno stormo o in un banco di pesci.
Nel banco di pesci quello che prima erano molti, sembra diventare uno. Nel polpo, ciò che prima sembrava uno, si rivela molti.