7.9 Darsi una mano, tra piante

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Darsi una mano, tra piante

Nel 1997 è stato pubblicato un articolo scientifico sulla rivista Nature che riporta una scoperta che ha cambiato la nostra visione delle piante e dei funghi, non senza criticità. Si sapeva già che le radici di quasi tutte le piante entrano in una relazione di simbiosi con i funghi nel suolo. Questa simbiosi si chiama micorriza. Tra le radici e i filamenti sottili dei funghi, chiamati ife, avviene uno scambio di sostanze utili per entrambi. La simbiosi è mutualistica.
Ma le ife di un fungo possono essere compatibili con diverse specie di piante e, potenzialmente, possono formare un “network” che le collega tra loro. Questa ricerca ha provato per la prima volta l’esistenza di questo network in natura. Si è osservato che alcune molecole marcate con isotopi radioattivi passavano da una betulla (Betula papyrifera) a un abete (Pseudotsuga menziesii) e viceversa. La direzione del flusso dipendeva da fattori come il periodo dell’anno o lo stato di salute delle piante. Lo scambio non ha coinvolto piante che non erano compatibili con lo stesso fungo per cui si è dedotto che doveva avvenire proprio grazie a un network micorrizico.
Possiamo dire che le piante si aiutano reciprocamente grazie all’aiuto dei funghi? Questo fenomeno straordinario è la prova di una forma di intelligenza o di un meccanismo biochimico automatico?

Da questo esperimento ci si è spinti oltre, immaginando che tutte le piante di una foresta siano connesse attraverso i funghi in una gigantesca rete che, in analogia al World Wide Web, è stata definita Wood Wide Web. 

Questa affascinante idea ha fatto rapidamente breccia nei mezzi di informazione e nell’opinione pubblica anche perché sostenuta dalla tentazione di supportare una visione altruistica delle piante e, in generale, della vita del suolo. Nella realtà, gli studi disponibili mostrano trasferimenti di risorse e segnali tra alcune piante collegate dagli stessi funghi, ma l’idea di una rete universale in cui “tutti aiutano tutti” è ancora molto dibattuta e, in questa forma, non dimostrata. E non bisogna dimenticare che esistono anche relazioni di competizione… tra piante, tra funghi, tra batteri, eccetera.

La lotta per la sopravvivenza vale per tutti, per i funghi e persino per i batteri, gli esseri viventi più semplici del pianeta. I batteri hanno la capacità di percepire l’ambiente circostante attraverso i recettori della loro membrana cellulare, di elaborare in qualche modo l’informazione e di comportarsi di conseguenza. Possiamo definirli “intelligenti”?